Il Burro di Karitè Africano

"L'Erba del mese sotto la Lente"

"Periodicamente in questa sezione troverai tutti i dettagli e le specifiche di un prodotto erboristico messo sotto la Lente"

Il Burro di Karitè Africano

L’albero della Pelle

il-burro-di-karite-africanoIl Karité è un albero ad alto fusto, appartenente alla famiglia delle Sapotacee, il cui nome botanico è Butyrospermum parkii, in onore di Mungo Park, esploratore scozzese, della fine del Settecento, nei suoi viaggi lungo il fiume Niger ne scoprì l’uso e la ricchezza che esso costituiva per le popolazioni indigene. L’area geografica in cui è presente l’albero del Karité è una vasta zona dell’Africa centrale, che si estende tra il Senegal, il Sudan e l’area del Gambia . L’albero ricorda vagamente la nostra quercia e può raggiungere i quindici metri di altezza e un metro ca. di diametro, con una chioma verde scuro e le foglie raggruppate alle estremità dei rami. Nel suo habitat naturale cresce spontaneo nella savana, sulle rive dei fiumi e nel cuore della foresta equatoriale; presenta un frutto carnoso, simile a una grossa prugna che racchiude al suo interno un nocciolo legnoso da cui si ricava il prezioso burro L’estrazione del Burro di Karité avviene nel luogo di origine, con un processo artigianale, dopo la selezione dei semi e la loro frantumazione: si ottiene cosí un prodotto di colore variabile tra il verdognolo e il giallino, di odore gradevole e di sapore quasi dolce, che può essere impiegato puro sia per uso alimentare che cosmetico.

Il Burro di Karité viene da sempre usato in Africa a scopo alimentare, come cosmetico e come medicamento, da solo o in combinazione con altre piante; gli indigeni lo chiamano “albero della giovinezza della pelle” e lo utilizzano ad esempio come balsamo per massaggi contro i reumatismi, gli indolenzimenti, le bruciature, gli eritemi solari, le ulcerazioni e le irritazioni della pelle favorendo una riossigenazione del tessuto epidermico e migliorando l’eliminazione degli scarti metabolici. Le donne dei paesi tropicali, famose per la loro pelle vellutata, lo utilizzano fin dall’antichità assieme al un altro burro famoso, quello di kigelia, come protettivo contro l’azione del sole, del vento e della salsedine. Per la verità le popolazioni africane usano ogni parte della pianta: la buccia e la polpa del frutto sono mangiate tal quali o cucinate secondo antiche ricette; il grasso contenuto nel seme, cioè il Burro di Karité, viene usato come condimento, simile al nostro burro vaccino, ma anche come prodotto cosmetico per la pelle e per i capelli; i residui delle lavorazioni si utilizzano come mangime per il bestiame e come concime naturale; il grasso serve anche per fare candele, o per ricavarne detergenti simili al nostro sapone; il lattice delle foglie, della scorza e del midollo del tronco serve come colla e viene usata a mo’ di cheving-gum; infine il legno, che è molto duro e pesante, viene utilizzato per costruzioni e per la produzione di oggetti di cucina.

L’impiego del Burro di Karité nella moderna dermatologia e in cosmetologia, è dovuto alle sue proprietà cicatrizzanti, emollienti, antismagliature, antirughe, elasticizzanti, idratanti, antiossidanti, lenitive; ma la sua caratteristica esclusiva, il segreto che lo rende davvero unico, è l’altissimo contenuto di insaponificabili (dal 12% al 18%), sostanze indispensabili e fondamentali per il miglioramento della tonicità della pelle, ed in particolare per il mantenimento della sua naturale elasticità, intervenendo alla formazione di collagene ed elastina. Possiede inoltre una buona capacità filtrante nei confronti dei raggi solari, quindi diventa un ottimo protettivo e preventivo dei danni cutanei provocati dall’esposizione eccessiva al sole, quali formazione di radicali liberi e comparsa precoce di rughe. Esso si presenta con una consistenza burrosa, ma fonde alla temperatura corporea e può quindi essere steso facilmente e piacevolmente sulla pelle.

Ricchissimo anche di vitamine A, E ,D, F, il suo uso è consigliato durante la gravidanza, alternato all’olio di rosa mosqueta e di tamanu, perché previene la formazione di smagliature sia sull’addome che sul seno; durante l’allattamento previene la formazione di ragadi; inoltre protegge la pelle dei bimbi dall’arrossamento dovuto al contatto col pannolino; all’aria aperta protegge la pelle dagli agenti atmosferici, prevenendo arrossamenti e screpolature dovute al sole, oppure al freddo e al vento; inoltre protegge la pelle dai raggi solari, causa di irritazioni ed eritemi, evitando nel contempo il suo invecchiamento; ammorbidisce le callosità sia delle mani che dei piedi, evitando la formazione di fessurazioni dolorose; è anche un ottimo rimedio pre-dopo barba per evitare le irritazioni del rasoio; dopo un’ingessatura rigenera e ammorbidisce la pelle depauperata dopo la lunga immobilizzazione e copertura, facilitando l’eliminazione delle cellule morte superficiali che si sono accumulate; per il massaggio è un ottimo lubrificante ed emolliente; nelle persone che stanno a letto a lungo, se applicato più volte al giorno con leggero massaggio, ammorbidisce e rafforza la pelle delle parti su cui pesa il corpo, prevenendo la formazione di irritazioni, arrossamenti e piaghe anche da decubito; usato regolarmente contrasta la secchezza cutanea di gomito e ginocchio; è ottimo per difendere e proteggere la pelle dall’azione aggressiva del gelo durante la stagione fredda poichè crea un un film morbido e poco untuoso che protegge la pelle; da ultimo, è un prezioso cosmetico naturale antirughe e antietà per il viso e il décolleté, rallenta l’invecchiamento cutaneo, attenua le rughe già esistenti ed è in grado di restituire alle pelli non più giovani una straordinaria elasticità e compattezza. Dopo l’uso prolungato del Burro di Karité si nota una migliore circolazione del sangue nei capillari, che risultano più tonificati rendendo la pelle più luminosa, quindi è adatto anche alle pelli con “couperose”; inoltre, poichè possiede un elevato grado di assorbimento, può essere spalmato sulla pelle del viso e del corpo facilmente.